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INFOGRAFICA

inpsLa composizione per genere dei lavoratori domestici evidenzia la netta prevalenza delle donne: sono 763.880, l’88,1% del totale, con un trend in crescita negli ultimi anni (nel 2013 era l’83,5%). La classe d’età “45-49 anni” è quella con la maggior frequenza, con 146.280 lavoratori (16,9%). Anche per i lavoratori domestici, come per altre categorie di lavoratori, sono in crescita i lavoratori delle classi di età più elevate (dai 45 anni in poi) che nel 2016 rappresentano il 61% del totale.

LE FERIE? SONO COSTITUZIONALI
Perché e come bisogna programmarle

inpsSi avvicina l’estate, si avvicinano le vacanze. Un buon datore di lavoro domestico deve programmare per tempo il periodo e non solo per un aspetto organizzativo. Esiste infatti un fondamento giuridico che è importante conoscere. Le ferie, infatti, rispondono alla necessità di garantire ai lavoratori subordinati un periodo di riposo, nel corso dell’anno, durante il quale reintegrare le proprie energie psico-fisiche.

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TRA DEMOGRAFIA E «BILATERALITÀ»
Cassa Colf e il rinnovo contrattuale

inpsIl «sistema bilaterale» è un fiore all’occhiello della contrattazione collettiva per ogni settore. Tutti gli ultimi rinnovi contrattuali nazionali hanno posto la massima attenzione al sistema della bilateralità. L’obiettivo è sempre lo stesso: erogare servizi e welfare a favore sia dei lavoratori sia dei datori di lavoro.

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SAVE THE DATE: 27 GIUGNO 2018
Convegno nazionale Nuova Collaborazione

Mercoledì 27 giugno, al NH Hotel Carlina di Torino, Convegno nazionale di Nuova Collaborazione per fare il punto sul lavoro domestico in Italia.
In quell’occasione, infatti, l’Inps presenterà in anteprima il report annuale. E poi esperienze e buone pratiche sotto la lente.

Annotate in agenda, Vi daremo informazioni più dettagliate in prossimità dell’evento.

UNA NUOVA STAGIONE DI IMPEGNI
La famiglia al centro per poter ripartire

ParlamentoC'è un impegno al quale non possiamo sottrarci. Ed è quello della responsabilità. Il nostro Paese sta vivendo giorni molto delicati e convulsi dopo le elezioni del 4 marzo. Come insegna il recente caso del Belgio (che ha visto crescere il Pil nonostante la classe dirigente politica non sia riuscita a formare un governo per 541 giorni), può darsi che non tutti i mali vengano per nuocere.
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