Governo e green pass

Il Governo: le badanti senza green pass debbono lasciare le famiglie dove lavorano

«Se la badante non possiede il green pass non potrà accedere al luogo di lavoro» e se è convivente «dovrà abbandonare l’alloggio». Questo perché resta «impregiudicato» il «diritto della persona assistita di poter fruire senza soluzione di continuità della assistenza ricorrendo ad altro idoneo lavoratore».

Lo precisano tre Faq (Frequent answer question, cioè risposte a domande frequenti) pubblicate sul sito del Governo e che aggiornano quanto già specificato da Palazzo Chigi (si possono trovare cliccando qui, dal punto 17 in avanti).

Il Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro Domestico (ecco il testo della Faq numero 18) prevede, per le badanti conviventi, che il datore di lavoro fornisca loro anche il vitto e l’alloggio o, in alternativa, una indennità sostitutiva. In caso di sospensione per mancanza di green pass, si sospendono anche le componenti vitto e alloggio? La badante dovrà quindi lasciare l’alloggio in cui vive abitualmente?

«Il vitto e l’alloggio sono prestazioni in natura aventi natura retributiva – precisa Palazzo Chigi – sicché, alla luce della disciplina legale e della corrispettività del rapporto di lavoro domestico, è corretta la mancata attribuzione delle stesse in virtù della mancata esecuzione della controprestazione lavorativa».

La soddisfazione di Nuova Collaborazione

Nuova Collaborazione (Associazione Nazionale dei Datori di Lavoro Domestico firmataria dal 1974 del Contratto Collettivo per il Lavoro domestico) esprime soddisfazione per i chiarimenti che il Governo ha tempestivamente fornito in merito alla mancanza del green pass per i lavoratori che fruiscono del vitto e dell’alloggio.

Nelle scorse settimane Nuova Collaborazione aveva esortato più volte il Governo a fornire indicazioni sulla problematica della convivenza, non disciplinata dal Decreto Legge che ha sancito l’obbligo del green pass nei luoghi di lavoro.

La posizione assunta negli scorsi giorni da Nuova Collaborazione, a sostegno della categoria rappresentata, coincide con quella espressa dal Governo: il collaboratore sprovvisto della certificazione deve abbandonare l’alloggio di servizio. In caso contrario la famiglia del datore di lavoro resterebbe esposta al rischio di contagio (oltre che soggetta alle sanzioni previste dal decreto) e non avrebbe la disponibilità dell’alloggio di servizio per un eventuale sostituto in regola con la certificazione sanitaria.

I chiarimenti forniti dal Governo sostengono soprattutto quei soggetti fragili, anziani, non autosufficienti, che non potendo privarsi dell’assistenza della badante, talvolta hanno un potere contrattuale ridotto e fanno fatica a pretendere il green pass.   

Sono ancora troppi i collaboratori domestici sprovvisti della regolare certificazione sanitaria.

I datori di lavoro domestico possono trovare sul sito di Nuova Collaborazione altre indicazioni importanti per gestire colf, badanti e babysitter (cliccando qui). Il personale di segreteria delle nostre sedi in Italia resta a disposizione per rispondere a domande o a quesiti sul tema.