Sostegni pubblici al lavoro domestico

I sostegni pubblici al lavoro domestico in Italia: nel Nord-Ovest è più avanti la Liguria

In che modo il legislatore regionale pensa alla famiglia e, in particolare, al lavoro domestico? Lo possiamo capire grazie all’intelligente iniziativa della Fidaldo, la Federazione delle associazioni dei datori di lavoro domestico di cui Nuova Collaborazione è parte attiva insieme ad Assindatcolf, Adld e Adlc. In ottobre ha lanciato l’Atlante Fidaldo in collaborazione con l’Irs, Istituto per la Ricerca Sociale.

Si tratta di una cartina geografica interattiva, e in costante aggiornamento, per consultare in tempo reale i principali provvedimenti messi in campo dalle amministrazioni regionali e dal Governo a sostegno delle famiglie di datrici di lavoro domestico e dei loro dipendenti.

Un viaggio particolare in Italia

Vi proponiamo, con alcuni post a partire da oggi, di muoverci all’interno di questa mappa, con un percorso tra macro-regioni. In questo modo, si può avere una visione d’insieme. Auspicando che ogni datore di lavoro possa essere orientato alla ricerca. E che i decisori pubblici – perché no? – possano sentirsi stuzzicati a intervenire meglio dal punto di vista normativo. 

Partiamo dal Nord-Ovest, la macro regione formata da Piemonte, Lombardia, Liguria e Valle D’Aosta. E vediamo nel dettaglio. 

Liguria

La Regione rivierasca appare quella orientata meglio alle necessità del lavoro domestico nel Nord-Ovest. Sono due i provvedimenti specifici che emergono dalla ricerca.

Il primo è il “Registro regionale degli assistenti familiari e baby sitter”, un progetto sperimentale finalizzato alla creazione di un Registro regionale di badanti e baby sitter – accessibile tramite sportelli dedicati – al fine di facilitare i cittadini in tema di assistenza familiare, favorendo l’incrocio domanda-offerta tra chi cerca lavoro e chi ha bisogno di badante o baby sitter, e garantendo la qualità (e professionalità) del servizio. L’utilizzo di sportelli, con il supporto di operatori dedicati, ha avuto come obiettivo principale quello di andare oltre la mera funzione di matching (incrocio tra domanda e offerta), creando veri e propri presidi territoriali per l’accompagnamento delle situazioni intercettate.

La sperimentazione – avviata nel 2017 – si è conclusa nel 2020. I soggetti (lavoratori/lavoratrici) che ad oggi risultano iscritti al Registro regionale sono quasi duemila. Circa 1.600 sono invece le persone in lista di attesa (coloro cioè che godono dei requisiti minimi di ammissibilità per potersi iscrivere al Registro ma che, per limitatezza delle risorse disponibili, non hanno ancora potuto accedere ai percorsi formativi o di validazione delle competenze previsti dalla sperimentazione).

Il secondo provvedimento, invece, la seconda edizione della misura “Bonus Badanti e Baby sitter”, finanziata con fondi del POR FSE 2014/2020. Riproposta con una delibera del marzo 2021, si propone di:

  • alleggerire le famiglie con bambini e/o persone non autosufficienti a casa (non inseriti in strutture residenziali) riguardo le spese connesse all’assunzione di baby sitter o badante
  • permettere ai genitori, con particolare riferimento alle madri, di permanere o reintrodursi nel circuito del lavoro, offrendo le condizioni per proseguire o intraprendere un’attività o percorsi di formazione professionale o di istruzione
  • incrementare l’assistenza diretta a un maggior numero di persone non autosufficienti, per garantire loro l’adeguato sostegno presso il proprio domicilio
Per ogni provvedimento normativo individuato, l’Atlante Fidaldo propone una scansione estremamente didascalica e utile (come si può vedere dall’immagine qui sopra) per interagire, se in possesso dei requisiti, con quella specifica misura di sostegno.

Lombardia

Dal Pirellone vengono segnalati tre documenti. La selezione per regione, come si può vedere dall’immagine qui sotto, è facilmente individuabile. Inoltre, ogni documento normativo è scaricabile in formato .pdf

Le tre indicazioni che emergono dall’Atlante sono:

  • l’istituzione degli Sportelli di assistenza familiare, che raccolgono le iscrizioni degli assistenti familiari e le relative informazioni per alimentare il Registro di Ambito degli Assistenti familiari;
  • non risultano esserci misure regionali specificamente dedicate a sostenere il lavoro domestico di colf e baby-sitter in Lombardia; Regione Lombardia sostiene per  la conciliazione vita-lavoro sin dal 2010 attraverso il sostegno a partenariati pubblico-privato rappresentativi della filiera della conciliazione vita-lavoro e il cui coordinamento è affidato alle Agenzie di Tutela della Salute (ATS). Tra gli interventi finanziati, risultano servizi di assistenza a supporto del caregiver familiare (es. babysitter di emergenza);
  • esiste poi il “Bonus Assistenti Familiari”, misura prevista per agevolare e garantire, a famiglie vulnerabili con presenza di componenti fragili, la possibilità di accedere alle prestazioni di assistenti familiari qualificati e con forme contrattuali e condizioni lavorative in line con la normativa del settore (il datore di lavoro deve però avere un Isee uguale o inferiore a 35mila euro).

Piemonte

La Regione Piemonte, rileva l’Atlante Fidaldo, ha due provvedimenti degni di nota:

  • sono stati finanziati, con risorse del Fondo Sociale Europeo, 12 progetti di assistenza familiare che operano su tutto il territorio regionale, con l’obiettivo principale di creare una rete di servizi integrati per favorire l’incrocio tra domanda e offerta di lavoro, qualificare il lavoro di cura e di assistenza, attraverso il riconoscimento di competenze già acquisite e la frequenza di percorsi formativi specifici, e favorire l’emersione dal lavoro irregolare; i progetti, con un investimento complessivo di 2,5 milioni di euro, hanno coinvolto una rete di circa 160 enti pubblici e privati. Partner dell’iniziativa anche l’Agenzia Piemonte Lavoro – Coordinamento Centri per l’impiego;
  • esistono poi due misure (contributi caregiver e assegni di cura) che non possono essere definiti come direttamente a sostegno del lavoro domestico; piuttosto, si tratta di misure a sostegno della non-autosufficienza; Prevedendo però, in alcuni casi, la possibilità di essere utilizzate anche per sostenere i costi legati all’assunzione di assistenti familiari

Valle D’Aosta

Nessun provvedimento degno di nota secondo i ricercatori per la Regione Autonoma. Peccato, considerando le dotazioni finanziarie di cui possono disporre gli Enti a statuto speciale.

I due partner dell’Atlante

Fidaldo – Nata nel 1996, la Fidaldo (Federazione italiana dei datori di lavoro domestico) è stata costituita su iniziativa delle quattro più significative e storiche associazioni Nazionali che in Italia rappresentano le famiglie che hanno alle proprie dipendenze colf, badanti e babysitter: Nuova Collaborazione, Assindatcolf, A.D.L.D. e A.D.L.C. Per questo motivo la Fidaldo siede al tavolo di contrattazione come parte sociale per la firma del Contratto nazionale di settore. Web: www.fidaldo.it

IRS (Istituto per la Ricerca sociale) – È un’organizzazione non profit totalmente indipendente, offriamo da più di 45 anni servizi di ricerca, valutazione e monitoraggio, formazione, progettazione, consulenza, accompagnamento e assistenza tecnica. Si propone di migliorare la qualità delle politiche e degli interventi pubblici, con attenzione alla disseminazione della conoscenza e al trasferimento di apprendimento dalle esperienze di maggior successo. Web: www.irsonline.it

(1 – continua)