Contratto collettivo

Un contratto collettivo «formato famiglia»

Il nuovo Contratto collettivo nazionale sulla disciplina del rapporto di Lavoro domestico in Italia ha una attenzione particolare al sostegno delle famiglie già datrici di lavoro. Ma con uno sguardo lungo anche per quelle che potranno diventarle. Sarà così un contributo alla emersione del nero, ancora molto diffuso in questo settore.

Un contratto collettivo efficace

Ci siamo già soffermati sulle novità che riguardano le babysitter nell’articolo che potete leggere cliccando qui. Si tratta di una prospettiva importante, in questo caso, per i giovani genitori. Un sostegno ulteriore, condiviso dalle parti sociali, in un periodo particolarmente complicato dall’emergenza Covid. Il Contratto collettivo per il lavoro domestico lo ha saputo recepire.

Le novità per le badanti

Ma le famiglie, oggi, sono sempre più care giver degli anziani in aumento. In questa direzione assume un particolare rilievo ciò che il nuovo CCNL per il lavoro domestico prevede circa l’assunzione di badanti diurne per dare il cambio alle titolari quando sono a riposo. Tecnicamente, è stata apportata una modifica alla “tabella G”:  si potranno in questo modo coprire i riposi sia settimanali sia giornalieri, per esempio le due ore di stop alle quali ha diritto la badante nel corso della giornata. Il personale di Nuova Collaborazione è a disposizione delle famiglie che abbiano necessità di approfondire o di essere seguite come datrici di lavoro.

In questo contesto, Nuova Collaborazione è contenta e orgogliosa delle sue radici. E cioè di essere nata nel 1969 proprio con l’intento di arrivare a un Contratto Collettivo Nazionale per il Lavoro domestico, che all’epoca non esisteva e che venne poi firmato la prima volta nel 1974. Lo ha raccontato molto bene la past president di Nuova Collaborazione Laura Pogliano nella lunga intervista apparsa l’altro giorno sul quotidiano la Repubblica.