Nuova Collaborazione Perché associarsi?

La famiglia è tutto, in Italia

Qualsiasi tipo di famiglia è tutto. Gli affetti sono centrali, delicati. Legano le generazioni e ognuno di noi lo sa.
Per questo è fondamentale conoscere chi facciamo entrare in casa per aiutarci: nelle faccende domestiche, certamente, ma soprattutto nel seguire i nostri anziani e i nostri figli.
Colf, badanti e babysitter – adesso – vengono chiamati assistenti familiari.
Perché, in qualche modo, diventano parte delle nostre famiglie, dando origine a amicizie e rapporti duraturi, solidi e commoventi.
Fin dall’inizio, a maggior ragione, debbono essere persone affidabili e preparate.

Nuova Collaborazione è nata per la famiglia

Nel 1969 ha mosso i primi passi la nostra associazione. Siamo datori di lavoro domestico e da subito ci siamo battuti per un Contratto collettivo che disciplini il settore. In Italia è stato introdotto nel 1974 e da allora ha avuto vari rinnovi. L’ultimo è del settembre 2020.
Con dedizione ci siamo specializzati a sostegno della famiglia e di chi la aiuta. Colf, badanti e babysitter debbono avere un contratto regolare: a tutela nostra e a tutela loro.
Conviene: entrambi possiamo beneficiare di sostegni formativi e assistenziali. Si evitano possibili contenziosi. E si hanno rapporti limpidi con chi si prende cura di ciò che per noi è più caro: i genitori, i bambini, i nostri parenti, le nostre abitazioni.

Associarsi per non avere pensieri

La vita di oggi, specie con l’emergenza Coronavirus, è diventata complicata.
E, per certi versi, più farraginosa di prima.
Associarsi a Nuova Collaborazione significa diventare datori di lavoro consapevoli.
Sapendo che alle spalle esiste una struttura di uomini e donne preparati che ci accompagnano nella gestione dei lavoratori domestici: dalla assunzione alla preparazione della busta-paga, dalla consulenza fiscale alla cessazione del rapporto e al calcolo del TFR, con una puntuale informazione sulle scadenze più importanti.
Di persona, nelle nostre sedi in Italia, oppure online o al telefono.
Per non avere più pensieri. Perché la famiglia è tutto. E bisogna sostenerla.