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Lavoratori che praticano il Ramadan: ci possono essere conseguenze sul lavoro?

Nella pratica del Ramadan è previsto il digiuno e quest’anno tale pratica religiosa si osserverà nel periodo compreso tra sabato 2 aprile e lunedì 2 maggio.

Pertanto, ogni datore di lavoro deve tener presente gli effetti del Ramadan sui lavoratori musulmani con particolare riferimento alle prestazioni lavorative che prevedono un rilevante sforzo fisico o attività all’esterno in condizioni meteo particolari (caldo, ad esempio) che potrebbero aumentare il rischio di malori durante il lavoro.

Non è da sottovalutare, infatti, come il digiuno che si protrae dalle prime luci dell’alba fino al tramonto, possa influire negativamente sulle normali attività dei lavoratori, a seconda anche delle personali sofferenze determinate da malattie preesistenti e/o a stati di gravidanza.

I lavoratori che osservano  il Ramadan hanno, conseguentemente, l’obbligo di informare preventivamente il datore di lavoro di tale scelta al fine di consentire la programmazione di attività lavorative consone e idonee a garantire la loro sicurezza.