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Coronavirus, colf, badanti e baby-sitter

CORONAVIRUS, COLF, BADANTI e BABY-SITTER

IL LAVORO DOMESTICO NON RIENTRA TRA I “SERVIZI ALLA PERSONA” OGGETTO DI SOSPENSIONE

Molti associati, nei giorni scorsi, ci hanno chiesto se i rapporti di lavoro con colf, badanti e babysitter rientrino nella sospensione delle attività inerenti “i servizi alla persona”, disposta dal decreto firmato dal Governo Conte (in particolare all’art 1, punto 3 del DPCM 11/3/2020).

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FAQ covid-19

FAQ Covid-19

RICORDIAMO che i lavoratori devono sempre portare con se l’autocertificazione che attesti il motivo dello spostamento.

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La diffusione del contagio da ”CORONAVIRUS” ha creato notevoli disagi nella gestione del rapporto di lavoro domestico. Ci sono state rivolte numerose domande su come dovessero essere interpretate e trattate le eventuali assenze del lavoratore. Alle domande che ci sono state poste abbiamo risposto come segue:

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CORONAVIRUS: PAGAMENTI PREVIDENZIALI SOSPESI PER LE ZONE ROSSE ANCHE PER I DATORI DI LAVORO DOMESTICO

L’ansia e la preoccupazione per l’emergenza Coronavirus generano in questi giorni equivoci o – addirittura – fake news. Nuova Collaborazione, Associazione dei Datori di lavoro domestici, tiene in questo senso a precisare che la sospensione dei contributi previdenziali (e quindi anche quelli dovute dalle famiglie che hanno assunto badanti, colf e baby sitter) riguarda soltanto coloro che vivono nelle cosiddette “zone rosse”, cioè nei Comuni individuati nell’allegato 1 al Decreto del Consiglio dei ministri del primo marzo scorso.

Questo significa che i versamenti dovuti per il primo trimestre 2020 (da versare tra il primo e il 10 aprile all’Inps) – soltanto per chi risiede in quei Comuni – potranno essere effettuati a partire dal primo maggio anche mediante rateizzazione fino a un massimo di cinque rate mensili di pari importo, senza l’applicazione di sanzioni e interessi.

Sanatoria stranieri 2020

Sanatoria stranieri 2020

Regolarizzazione per gli immigrati?
Un buon provvedimento anche per il lavoro domestico

In questo periodo si torna a parlare dell’ipotesi di un provvedimento del Governo sulla regolarizzazione degli stranieri immigrati senza permesso di soggiorno. Secondo accreditati studi, potrebbe interessare centinaia di migliaia di persone. Lo scorso 15 gennaio il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, in risposta a un’interrogazione del deputato di +Europa, Riccardo Magi, ha annunciato che l’Esecutivo intende valutare l’ipotesi di un provvedimento che, a fronte dell’immediata disponibilità di un contratto di lavoro, consenta la regolarizzazione di stranieri irregolari già presenti sul territorio italiano.

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CORONAVIRUS: ANCHE I LAVORATORI DOMESTICI HANNO BISOGNO DI AMMORTIZZATORI SOCIALI

Anche i lavoratori domestici hanno bisogno di una tutela in questa delicata emergenza del Coronavirus. Nella quotidiana gestione di un rapporto di lavoro si possono verificare situazioni a cui non è facile dare una corretta risposta. Può accadere, infatti, che datori di lavoro preferiscano non accogliere in casa chi potenzialmente contagiato o, viceversa, che vi siano colf, badanti o baby sitter non possano raggiungere le famiglie dove hanno un rapporto di lavoro. Tutto ciò assume particolare rilevanza anche per quanto riguarda gli aspetti retributivi contrattuali.

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Il nuovo contratto e l’assistente familiare

Al più tardi entro marzo 2020 sarà rinnovato il Contratto nazionale sul lavoro domestico. Si tratta del decimo rinnovo dal 1974, l’undicesimo testo normativo che Nuova Collaborazione firmerà.

È sempre un momento significativo per la nostra associazione datoriale, in quanto eravamo nati nel 1969 con il preciso impegno statutario di dare un contratto collettivo al settore. Vi saranno alcune novità sotto il profilo normativo ed economico, come sempre avviene nei rinnovi contrattuali. Il prestatore di lavoro domestico, inoltre, verrà individuato come “assistente familiare”, categoria nel cui ambito restano le tre figure già esistenti di Colf, badante e baby-sitter.

Verrà anche dato rilievo ai corsi promossi da EbinColf a favore degli assistenti familiari. Non mancheremo di dare tempestiva informazione sul punto non appena vi saranno novità.

PERIODO E “PATTO” DI PROVA

Il “patto di prova” è quella clausola contrattuale con la quale il datore di lavoro ed il lavoratore concordano che l’instaurazione in via definitiva del rapporto di lavoro sia condizionata al superamento di un periodo di prova, nella misura temporale stabilita dal Contratto nazionale di categoria.

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Contratto di lavoro domestico

Ecco perché i minimi retributivi vengono aggiornati

La retribuzione è il corrispettivo che il lavoratore subordinato, anche domestico, deve ricevere dal datore di lavoro per l’attività che egli stesso svolge, in termini sia di durata temporale sia di capacità professionale.

Nel contratto di lavoro subordinato la retribuzione rappresenta l’elemento fondamentale per determinare i limiti della convenienza economica per entrambe le parti stipulanti.

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