Genitori senza rete

genitori senza rete ricerca di nuova collaborazione

L’indagine di Ipsos Doxa per Nuova Collaborazione

La cura dei figli presenta un conto pesante sul lavoro, soprattutto alle madri. Il 62% delle donne con figli minori dichiara di essersi trovato spesso in difficoltà nella gestione dei bisogni di cura e, tra le donne che hanno vissuto queste situazioni, il 56% ha ridotto o sospeso l’attività lavorativa. La madre resta inoltre la principale figura di cura nel 91% delle famiglie con figli minori.

È quanto emerge dall’indagine “Lavoro di cura domestico – Genitori senza rete” di Ipsos Doxa per Nuova Collaborazione realizzata su un campione di 5.655 persone tra i 25 e i 75 anni. Per quasi due genitori con figli minori su tre (64%), le esigenze di cura hanno già comportato almeno un cambiamento nell’attività lavorativa. Il 21% ha ridotto l’orario, il 13% ha smesso temporaneamente di lavorare, il 12% ha rinunciato a trasferte o straordinari e l’11% è passato al part-time.

A pesare è anche una rete di sostegno alle famiglie ancora limitata. I nonni sono la principale figura di cura esterna al nucleo genitoriale: vengono indicati dal 31% dei genitori con figli minori. Solo il 4% indica una babysitter e il 2% educatori professionali e assistenti. Quando l’organizzazione quotidiana entra in crisi, il 67% si rivolge ai parenti. “La cura è un valore fondamentale per la nostra comunità, ma non può continuare a tradursi in una rinuncia, soprattutto per le donne: rinuncia al proprio tempo, a un lavoro a tempo pieno, a un percorso di crescita professionale e, in definitiva, alla piena libertà di scegliere il proprio futuro”, afferma Alfredo Savia, presidente di Nuova Collaborazione.

La ricerca fotografa anche il costo economico della cura: nell’ultimo anno il 54% dei genitori con figli minori ha pagato servizi di cura al di fuori dell’offerta pubblica. Tra chi ha sostenuto queste spese, l’80% ne considera rilevante l’incidenza sul bilancio familiare e il 69% ha dovuto rinunciare o rimandare altre spese importanti. Resta infine il nodo del lavoro domestico regolare. Per il 60% del campione il costo troppo alto del contratto è la principale causa del lavoro domestico irregolare. Se un’agevolazione fiscale estesa a tutti i redditi coprisse il 50% delle spese effettive, il 59% dei genitori sarebbe più propenso ad assumere un lavoratore domestico con contratto regolare.

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