Il nuovo contratto e l’assistente familiare

Al più tardi entro marzo 2020 sarà rinnovato il Contratto nazionale sul lavoro domestico. Si tratta del decimo rinnovo dal 1974, l’undicesimo testo normativo che Nuova Collaborazione firmerà.

È sempre un momento significativo per la nostra associazione datoriale, in quanto eravamo nati nel 1969 con il preciso impegno statutario di dare un contratto collettivo al settore. Vi saranno alcune novità sotto il profilo normativo ed economico, come sempre avviene nei rinnovi contrattuali. Il prestatore di lavoro domestico, inoltre, verrà individuato come “assistente familiare”, categoria nel cui ambito restano le tre figure già esistenti di Colf, badante e baby-sitter.

Verrà anche dato rilievo ai corsi promossi da EbinColf a favore degli assistenti familiari. Non mancheremo di dare tempestiva informazione sul punto non appena vi saranno novità.

PERIODO E “PATTO” DI PROVA

Il “patto di prova” è quella clausola contrattuale con la quale il datore di lavoro ed il lavoratore concordano che l’instaurazione in via definitiva del rapporto di lavoro sia condizionata al superamento di un periodo di prova, nella misura temporale stabilita dal Contratto nazionale di categoria.

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Contratto di lavoro domestico

Ecco perché i minimi retributivi vengono aggiornati

La retribuzione è il corrispettivo che il lavoratore subordinato, anche domestico, deve ricevere dal datore di lavoro per l’attività che egli stesso svolge, in termini sia di durata temporale sia di capacità professionale.

Nel contratto di lavoro subordinato la retribuzione rappresenta l’elemento fondamentale per determinare i limiti della convenienza economica per entrambe le parti stipulanti.

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