Videosorveglianza e Lavoro Domestico Senza autorizzazione si può!

Con la recente nota n. 1004/17, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha fornito importanti chiarimenti in merito a lavoro domestico e videosorveglianza del luogo di lavoro. Rispondendo a un quesito dell’Ispettorato territoriale del lavoro di Udine è stata affrontata la questione riguardante l’installazione di un impianto di videosorveglianza in un’abitazione privata che però è anche luogo di lavoro di un lavoratore domestico. Il rapporto di lavoro domestico, come evidenziato nella nota, non è svolto in un’impresa organizzata e strutturata, ma in un ambito familiare. Per queste ragioni questo speciale rapporto di lavoro ha una regolamentazione a se, parzialmente diversa dagli altri rapporti di lavoro subordinato. Anche la Corte Costituzionale, con sentenza n. 27 del 1974, ha ritenuto legittima questa differenziazione. Quindi il lavoratore domestico è regolato da una specifica disciplina applicata al particolare tipo di prestazione prestata, all’ambiente di lavoro ed alla natura del soggetto datoriale.
Nota dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro su lavoro domestico, installazione di impianto di videosorveglianza in abitazione privata e privacy del lavoratore.

 videosorveglianza e lavoro domestico

LAVORO DOMESTICO, VIDEOSORVEGLIANZA SENZA AUTORIZZAZIONE
Pertanto, se il datore di lavoro domestico intende installare un impianto di videosorveglianza nella sua abitazione privata, anche se all’interno vi opera un lavoratore domestico (colf, badante o baby sitter), non dovrà richiedere alcuna autorizzazione alla sede competente dell’Ispettorato territoriale, come invece avviene obbligatoriamente per le imprese. Al lavoro domestico resta tuttavia applicabile la disciplina sul trattamento dei dati personali. Il datore di lavoro dovrà informare preventivamente il lavoratore ed ottenerne il consenso, oltre a fornirgli l’informativa di legge. Quindi, qualora si voglia installare un impianto di videosorveglianza in un’abitazione privata dove operi un lavoratore domestico non sarà necessario chiedere alcuna autorizzazione alla sede competente dell’Ispettorato territoriale.

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