Torino, mercoledì 27 giugno 2018
Terzo convegno nazionale di Nuova Collaborazione.

Due temi sotto la lente. Il report 2018 sul lavoro domestico curato dall’Inps e un approfondimento sul cosiddetto “welfare circolare”, ovvero quel circuito virtuoso tra società civile, pubblica amministrazione e sistema economico locale che sui territori può vedere protagonista anche una associazione datoriale come Nuova Collaborazione presieduta da Alfredo Savia. I dati, anzitutto, illustrati da Giulio Mattioni della direzione nazionale dell’Inps e dall’economista torinese Matteo Migheli. In Italia risultano attivi circa 865mila contratti per lavoratori domestici (colf e badanti soprattutto), di cui il 30% nel Nord-Ovest del Paese. Cresce l’età media (il 63,4% ha 45 anni e più) e le colf sono più delle badanti.
Complessivamente, c’è poi un trend che segnala l’aumento dei lavoratori di nazionalità italiana, nel 2017 più di un quarto del totale, segno dell’onda lunga della crisi.
Vi è necessità, dunque, di maggiore consapevolezza, ma soprattutto di una più convinta corresponsabilità, ha spiegato Franca Maino dell’Università di Milano, che dirige il laboratorio “Secondo Welfare”. Lo Stato non può più arrivare dove giungeva un tempo per mancanza di risorse. E adesso, in pieno inverno demografico, con gli anziani da assistere in aumento c’è bisogno di inventare nuove strade perché il welfare, cioè il ben-essere della società, diventi preoccupazione di tutti. Il convegno, che ha avuta una buona eco sui media, si è concluso con una ricca carrellata di esperienze: da Legambiente alla Fondazione per il dono, dai progetti digitali per le badanti alle riflessioni giunte da Roma e da Milano dal Forum delle associazioni familiari e dal Sole 24 Ore.